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Carpenteria

Guida ai giunti bullonati strutturali in acciaio

Guida ai giunti bullonati strutturali: scelta, posa, controlli di serraggio e durabilità per torri, supporti e carpenterie in acciaio, conformi nel tempo.

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Un collegamento bullonato non è un dettaglio secondario tra due elementi in acciaio. In una torre per telecomunicazioni, nel sostegno di un camino industriale o in una carpenteria soggetta a vento e sisma, è il nodo che trasferisce le azioni e conserva la geometria prevista dal progetto. Questa guida ai giunti bullonati strutturali chiarisce cosa verificare dalla scelta della bulloneria fino al controllo in cantiere.

L’altezza non si improvvisa, e nemmeno il serraggio di un bullone. Un giunto correttamente dimensionato e montato deve lavorare come previsto nei calcoli per l’intera vita utile dell’opera, anche quando è esposto a vibrazioni, cicli termici, corrosione, manutenzioni e modifiche ai carichi installati.

Che cosa fa un giunto bullonato strutturale

Un giunto bullonato mette in continuità profili, piastre, controventi, flange e mensole. Il trasferimento degli sforzi può avvenire per contatto e taglio del gambo del bullone, per trazione del bullone oppure, nei giunti precaricati, per attrito tra le superfici serrate. La configurazione dipende dal tipo di azione e dal comportamento richiesto.

Nei tralicci e nelle strutture di supporto, il nodo è spesso soggetto a una combinazione di trazione, compressione, taglio e momenti. Non basta quindi indicare un diametro o una classe di resistenza: occorre definire numero dei bulloni, interassi, distanze dai bordi, spessori delle piastre, orientamento delle asole e modalità di montaggio.

La progettazione deve considerare anche gli effetti locali. Una piastra troppo sottile può deformarsi sotto la testa o il dado. Un bordo troppo vicino al foro può essere soggetto a rifollamento o strappo. Un collegamento apparentemente sovradimensionato può perdere affidabilità se le superfici di contatto non rispettano le condizioni previste.

Guida ai giunti bullonati strutturali: le tipologie principali

La prima distinzione pratica riguarda il modo in cui il giunto trasmette il carico. Un giunto a taglio con bulloni non precaricati è adatto quando lo scorrimento iniziale non compromette sicurezza, funzionalità o allineamento dell’opera. In questi casi, il carico viene trasferito dopo l’assestamento del collegamento attraverso il contatto tra bullone e parete del foro.

Un giunto a slittamento impedito, invece, utilizza bulloneria ad alta resistenza precaricata. Il serraggio produce una forza di compressione tra le piastre e il taglio viene contrastato dall’attrito. Questa soluzione è indicata quando devono essere limitati movimenti relativi, vibrazioni o perdita di allineamento, ad esempio in nodi sensibili di torri, strutture dinamiche e collegamenti con azioni cicliche.

I giunti a trazione sono frequenti nelle flange dei pali in acciaio, nei collegamenti di tiranti e nelle basi di strutture. Qui il controllo riguarda la resistenza del bullone, ma anche la distribuzione delle trazioni nel gruppo di fissaggi, la rigidezza delle piastre e l’eventuale effetto leva. Il bullone non va valutato come un elemento isolato: lavora dentro un sistema deformabile.

Materiali, classi e norme di riferimento

La classe di resistenza della bulloneria va definita in funzione delle verifiche di progetto e delle condizioni di esercizio. Le classi 8.8 e 10.9 sono ricorrenti nelle carpenterie strutturali, con requisiti meccanici disciplinati dalla UNI EN ISO 898-1 per i bulloni. Per i sistemi destinati al precarico, il riferimento è la UNI EN 14399; per gli assemblaggi strutturali non precaricati si applica la serie UNI EN 15048.

La scelta non può limitarsi alla classe impressa sulla testa. Bullone, dado e rondelle devono appartenere a un sistema compatibile e identificabile. Mescolare componenti provenienti da forniture diverse, senza verificare caratteristiche e documentazione, può alterare il comportamento al serraggio e rendere non controllabile il precarico richiesto.

In Italia, la progettazione delle opere strutturali deve essere coerente con le Norme Tecniche per le Costruzioni e con la relativa documentazione di calcolo. Per le verifiche dei collegamenti in acciaio, l’Eurocodice 3, in particolare UNI EN 1993-1-8, costituisce un riferimento tecnico centrale. La fabbricazione e il controllo della carpenteria richiedono inoltre una gestione coerente con UNI EN 1090, comprese tracciabilità dei materiali e procedure di produzione applicabili.

Dal calcolo al disegno d’officina

Un giunto affidabile si decide prima del cantiere. Il progetto deve riportare con chiarezza diametri, classi, lunghezze, quantità, rondelle, coppie o metodo di serraggio, tipologia delle superfici di attrito e tolleranze di montaggio. Un generico richiamo a “bulloni ad alta resistenza” non è sufficiente per un nodo che deve sostenere carichi permanenti, vento, neve, sisma e azioni da apparecchiature.

Il dettaglio costruttivo deve essere producibile. Fori troppo ravvicinati, chiavi non accessibili, dadi collocati contro irrigidimenti o piastre non lavorabili con precisione generano problemi che nessuna correzione improvvisata risolve bene in quota. Anche la sequenza di montaggio deve essere pensata: nelle strutture modulari, l’ordine di serraggio può influire su piombo, allineamento e distribuzione degli sforzi.

Per torri e supporti esposti al vento, è essenziale verificare il comportamento dei nodi sotto azioni ripetute. Vibrazioni e variazioni cicliche non sempre portano a una rottura immediata, ma possono favorire allentamenti, usura dei fori e degrado progressivo. La manutenzione programmata parte da questa consapevolezza.

Serraggio: la coppia non è l’unico controllo

Il serraggio ha lo scopo di ottenere la condizione di esercizio prevista. Nei collegamenti non precaricati occorre assicurare l’accostamento corretto delle parti e impedire allentamenti dovuti a posa incompleta. Nei giunti a slittamento impedito, invece, il precarico è un parametro strutturale e deve essere ottenuto con un metodo qualificato.

La sola coppia di serraggio può essere influenzata da lubrificazione, zincatura, stato delle filettature e attrito tra dado, rondella e testa. Per questo, quando il progetto richiede un precarico definito, possono essere utilizzati metodi controllati quali il metodo della rotazione del dado, gli indicatori diretti di tensione o procedure combinate, secondo le specifiche applicabili.

In cantiere servono utensili idonei, chiavi calibrate e personale che conosca la sequenza prevista. Il serraggio deve avvenire dopo il corretto accostamento delle piastre, evitando di trascinare elementi fuori asse usando i bulloni come strumenti di raddrizzamento. Se un foro non coincide, bisogna individuare la causa: tolleranza, deformazione, errore di produzione o problema di montaggio. Allargare un foro senza autorizzazione progettuale modifica il dettaglio verificato.

Corrosione, zincatura e durabilità del nodo

Un giunto posto all’esterno concentra discontinuità: bordi, filettature, interfacce tra piastre e zone dove l’acqua può ristagnare. La zincatura a caldo offre una protezione efficace per molte applicazioni, ma richiede dettagli che evitino sacche d’acqua e consentano ispezione e manutenzione.

La presenza di zinco influenza anche le condizioni di serraggio. Le superfici zincate e le filettature devono essere compatibili con il sistema bullonato e con il metodo di posa indicato. Nei giunti a attrito, il trattamento delle superfici di contatto va definito espressamente perché rugosità, rivestimenti e contaminanti incidono sul coefficiente di attrito disponibile.

Dopo il montaggio, tagli, urti, abrasioni o lavorazioni locali devono essere verificati e ripristinati con sistemi compatibili. Il punto critico non è soltanto la finitura visibile: è la continuità della protezione in corrispondenza del nodo, dove l’accesso futuro può essere più complesso.

Controlli in accettazione e manutenzione

Prima della posa, la documentazione della fornitura deve consentire di identificare componenti, classi e certificazioni richieste. Durante il montaggio, i controlli comprendono corrispondenza con i disegni, numero e posizione dei bulloni, presenza di rondelle dove previste, corretta sporgenza del filetto, stato delle superfici e applicazione del metodo di serraggio.

Al termine, il controllo visivo deve verificare che non vi siano elementi mancanti, piastre non in appoggio, fessurazioni, deformazioni locali o protezioni danneggiate. Per giunti precaricati, la registrazione delle procedure e dei controlli eseguiti diventa parte della tracciabilità dell’opera.

Su installazioni esistenti, il sopralluogo va oltre la verifica del semplice serraggio. Occorre cercare ossidazione nelle interfacce, perdita di materiale, ovalizzazione dei fori, bulloneria sostituita senza criterio, modifiche impiantistiche e segni di movimento. Una torre che riceve nuove antenne, cavi o apparati richiede una verifica statica dell’insieme, compresi i nodi e le fondazioni.

Per BMB Srl, ogni collegamento è parte della responsabilità completa dell’opera: calcolo, produzione, montaggio e controllo nel tempo. Un giunto ben progettato non chiede attenzione perché è debole. La richiede perché è il punto in cui la precisione dell’acciaio diventa sicurezza misurabile, stagione dopo stagione.

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