Tralicci per telecomunicazioni: tipologie, normative e criteri di scelta
Dai tralicci extra leggeri TEX alle grandi torri GT oltre i 100 m: una guida tecnica alle famiglie strutturali, ai parametri di selezione e alle prescrizioni NTC 2018 per le infrastrutture di rete mobile.
- Lettura /
- 8 min
- Altezze /
- 10–150 m
- Settore /
- 5G / TLC
- Normativa /
- NTC 2018


Il ruolo delle strutture verticali nelle telecomunicazioni italiane
L'espansione delle reti mobili di quarta e quinta generazione ha imposto un salto di scala nelle infrastrutture fisiche: più siti, più densi, spesso in condizioni di accesso difficile. Il traliccio in acciaio rimane la soluzione dominante per ragioni che non hanno a che fare solo con il costo, ma con la capacità di adattamento alle condizioni di carico più diverse e la possibilità di intervenire sul manufatto per tutta la sua vita utile.
BMB Srl progetta e produce strutture verticali per telecomunicazioni dalla sede di Lissone (MB) da oltre trent'anni. In questo articolo descriviamo le famiglie di tralicci disponibili, i criteri che guidano la scelta della tipologia corretta e le prescrizioni normative che ogni impianto deve rispettare in Italia.
Tipologie di tralicci per telecomunicazioni
La classificazione più utile parte dal rapporto tra altezza e capacità di carico, che determina la geometria della sezione e la quantità di materiale impiegato.
Tralicci extra leggeri: serie TEX
Le serie TEX (15-20 m e 25-30 m) coprono le altezze più contenute con carichi antenna ridotti: parabole fino a 60 cm di diametro, pannelli e antenne omnidirezionali. La sezione varia da 0,70 m in sommità a 1,50 m alla base — la forma "a fiaschetto" — e la struttura si presta all'installazione in contesti urbani dove visibilità e peso sui plinti di fondazione sono vincoli primari.
Tralicci leggeri e medi: TL, ML, TLM, RF
Le serie TL e ML coprono altezze da 15 a 45 metri con capacità di carico intermedie, adatte a parabole di medie dimensioni e configurazioni multi-antenna. La larghezza di base parte da 1,60 m e cresce in funzione dell'altezza, con fondazioni dimensionate per circa 1/8–1/10 dell'altezza complessiva.
Grandi torri: serie GT
Per altezze superiori a 50 m e carichi significativi — 12-16 pannelli, grosse parabole, configurazioni multi-operatore — le grandi torri GT rappresentano la risposta tecnica consolidata. Le altezze documentate raggiungono i 148 m. La sezione aumenta progressivamente dalla sommità alla base, con scalette sfalsate, ballatoi a grigliato e rastrelliere portacavi dimensionate per configurazioni impiantistiche complesse.
Tralicci modulari e strallati: BM-75, T450, 3M, 3L
La famiglia modulare risponde a esigenze di trasporto in quota o in zone difficili: i tronchi vengono preassemblati in officina e sollevati per sezioni, riducendo i mezzi necessari in cantiere. Il T450 strallato raggiunge i 30 m con un ingombro di soli 45 cm di lato, ideale per installazioni in spazi molto ristretti.
Criteri di scelta della struttura
La selezione della tipologia corretta parte da cinque parametri fondamentali:
Altezza e carico sommitale — superficie esposta al vento degli apparati in sommità e sui ballatoi intermedi, espressa in m² e kg.
Zona sismica e di vento — il DM 17.01.2018 suddivide il territorio in zone con accelerazioni di riferimento e velocità di vento di progetto differenti.
Quota di installazione sul livello del mare — la velocità di riferimento del vento cresce con la quota; oltre i 1.000 m slm il coefficiente di esposizione richiede sezioni più robuste.
Tipo di sito — terreno aperto, zona industriale, area urbana densa: ognuno impone coefficienti di categoria di esposizione diversi per il calcolo del carico vento.
Logistica di cantiere — spazio di manovra per gru, accesso di mezzi pesanti, tempi di fermo e vincoli autorizzativi locali.
Normativa di riferimento
In Italia la progettazione delle strutture metalliche è regolata dal Decreto Ministeriale 17 gennaio 2018 (Aggiornamento delle Norme Tecniche per le Costruzioni), che recepisce gli Eurocodici strutturali adattandoli al contesto sismico e climatico nazionale. Ogni progetto deve essere firmato da un ingegnere strutturista abilitato e depositato al Comune prima dell'inizio dei lavori.
BMB opera in conformità alla norma di sistema qualità UNI EN ISO 9001:2015 e la zincatura a caldo di tutti i manufatti rispetta la UNI EN ISO 1461:2009.
Dal progetto al cantiere: il ciclo di produzione BMB
Il ciclo di produzione di un traliccio segue quattro fasi sequenziali: progettazione esecutiva (disegni di officina e verifica strutturale secondo NTC 2018), lavorazione in officina (taglio, foratura e assemblaggio dei profili in acciaio S355JR), zincatura a caldo in vasca (protezione continua per tutta la vita utile), e montaggio in quota (squadre specializzate con attrezzature certificate).
La qualità del serraggio della bulloneria — eseguita con chiavi dinamometriche tarate e documentata con verbale di montaggio — è il parametro che distingue un'installazione corretta da una che nel tempo richiederà interventi correttivi.
